Cronache di vita di un cane buffo

Articoli con tag “seduto

Allegoria di un conflitto

Nel corso dei mesi, le conflittualità con mia madre si sono di fatto molto ridotte, soprattutto grazie all’intervento del mio adorato nonnino che mi ha spiegato come gestirla meglio. Su un tema però non riusciamo davvero a trovare pace: la barbara usanza con cui lei pretende di arpionarsi a me mentre giriamo, utilizzando dei leggeri finimenti (di dubbio gusto) che chiama collare e guinzaglio.

Con il collare fluo che la zia Misa adora!

Con il collare fluo che la zia Misa adora!

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Come manipolare i bipedi per averne il pieno controllo

Se c’è una cosa che non sopporto di mia madre, è la sua mancanza di attenzione nei miei riguardi. Troppo spesso succede che, durante una delle nostre passeggiate, mentre io vago libero, lei si prenda delle libertà assolutamente impensabili. Più volte l’ho sorpresa intenta a guardare ALTROVE! Addirittura a più riprese, mentre io brucavo come un piccolo yak, mi sono girato di scatto e l’ho trovata non intenta a osservare venerante le mie natiche scultoree, bensì OCCUPATA a perdere tempo con il proprio telefono cellulare! E non sono mancate nemmeno le occasioni in cui, uscendo in compagnia di qualche amico, le hai palesemente preferito la noiosa conversazione con queste persone alla chiara estasi della mia contemplazione!

Stare fermi e fare finta di niente è essenziale.

Stare fermi e fare finta di niente è essenziale.

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Pioggia, tragedia sentimentale, in 3 atti ed un epilogo.

(La tragedia è un componimento poetico che sembra partire bene e invece finisce male.)

Atto 1

Piove. I flutti si mischiano all’infinito grigio del cielo. La pioggia frange con le proprie fredde lacrime i sassi della spiaggia. Il vento carezza con le proprie dita umide i cocuzzoli ricciuti degli alberi nel parco.

Eccomi, immerso nella pioggia.

Eccomi, immerso nella pioggia.

Piove, e mentre la pioggia bagna come una carezza lieve le morbide frasche gli scottie sono idrorepellenti e felici trotterellano nei prati, sui greti sabbiosi, sui sentieri boschivi, saltando come agili scoiattoli da una pozzanghera all’altra. Felici, ed incuranti. Immersi nel sublime turgore di profumi e di aromi sprigionati di fresco dalla terra bagnata, gli scottie corrono mobili ed agilissimi, immersi nel candido silenzio delle nubi basse e della risacca. (altro…)


Torture scozzesi per bracchetti: lo shopping con mamma!

Che mia madre avesse delle idee parecchio diverse dalle mie, su tutti i campi, lo avevo già intuito da tempo. Ma in materia di “passeggiate” eravamo destinati ad un inevitabile e tragico conflitto. Perchè purtroppo per lei “Passeggiare” non è un’attività pensabile in sè e per se: deve essere inevitabilmente contornata da un corollario di attività quali: guardare le vetrine, sostare nei negozi, entrare nei camerini, portare in giro carrelli, e insomma, per sintetizzare… spendere soldi. Secondo la mamma è valide il seguente teorema: “passeggiare”=“SHOOOPPING!!!”

Mia madre, che gira felice, con me infilato nel carrello. Notare la sua espressione radiosa…

Personalmente sono del tutto contrario al suo approccio così materialista, così frivolo e così grettamente consumistico… ma cosa ci posso fare? Lei è inguaribile. Per lei si tratta di una vera e propria malattia: spendere soldi è l’unica cosa che la gratifica. A parte me, ovviamente. Da quando sono con lei, posso dire con un certo orgoglio di aver esercitato un influsso decisamente positivo sulle sue finanze: avendo praticamente smesso di lavorare per accudirmi, ha anche smesso di spendere soldi, che non ha più.
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La mia idea di passeggio.

Noi bracchetti scozzesi siamo, per nostra intrinseca natura, economi. L’idea stessa di risparmio pare eludere mia madre: non fa che agitarsi in giro per negozi e accatastare mercanzie di ogni tipo… soprattutto stivali costosi che poi mi impedisce di rosicchiare (e cosa li prende a fare allora?, non capisco…)
Personalmente invece sono molto attento ai miei consumi: cerco di bruciare meno calorie possibile, evitando di disperdere energie in azioni superflue quali correre là ove possibile camminare, camminare quando non strettamente necessario o anche semplicemente stare in piedi se posso stare seduto. Passo la maggior parte del mio tempo seduto, una posizione che mi permette di riflettere con calma sul da farsi e mi evita gesti inconsulti e avventati. La madre isterica mi fa indossare quel pretenzioso collare solo per potermi strattonare meglio quando mi siedo.

Che fatica tener su la testa. Fortuna che ho trovato un appoggio.

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La mia prima volta ai giardinetti

La mia prima volta ai giardinetti

Devo dire che Milano, come città, non mi è piaciuta poi molto. La trovo grigiotta e squallida, non ci sono prati, e quando siamo in giro mi tocca stare con quell’umiliante trabiccolo addosso, a farmi strattonare malamente dalla mamma. Però è innegabile: le grandi città hanno molti vantaggi: la vita sociale, per esempio, è davvero interessante.
Non fraintendetemi, io adoro i miei zii (anche lo zio Bau, quello che non mi considera): però un cane con la mia vivacità intellettuale ha bisogno di continui scambi, di un intenso dialogo di idee, di un poter parlare con gente nuova e diversa, di confrontarsi.
Farlo con la mamma è difficile: lei è davvero molto limitata. E io capisco che mi voglia bene, ma è di una noia mortale, e sembra che abbia fatto del rompermi le palle il suo lavoro a tempo pieno. Insomma, è pesante. Come tutte le madri.

Avere vedute ristrette mi opprime...

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Viaggio scozzese verso l’italia

Bhe devo dire che viaggiare mi piace. Adoro girare il mondo e scoprire cose nuove, è molto stimolante, anche da un punto di vista culturale.
E poi insomma, la mia mamma è una poveraccia, ma riconosco ai nonni un certo buon gusto, e una discreta classe: ho passato la mia prima notte in un grazioso albergo a Mundesrbach, collocato all’interno di un pregevole castello ottocentesco. Il servizio era spartano, ma le stanze comode e il posto molto piacevole: c’era un bel prato verde nel cortile interno, un sacco di spazio dove potevo girare libero e un mucchio di cose interessanti da snasare.

Il mio primo albergo, nel mio primo mattino con la mia mamma. Ero piccolo, e mi sono divertito un mondo ad esplorare

Mi sono divertito molto.
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