Cronache di vita di un cane buffo

Articoli con tag “quella sfigata della mia padrona

Sono uno STALLONE

Riporto con la consueta fedeltà ai fatti che mi contraddistingue un dialogo ascoltato oggi per puro caso, fra la mia mamma e il mio veterinario (altrimenti noto come Ucci).

Di normale le loro conversazioni sono drammaticamente poco interessanti, e vanno più o meno così:

Mamma: “Salve dottore! QB ha *inserire disturbo a caso che in realtà non ho, ma che lei, essendo paranoica e ipocondriaca, crede che io abbia*

Ucci *simula interesse limando le unghie al gatto*: “Veramente?”

Mamma: “Dottore? Mi ascolta? Cosa posso fare?”

Ucci: “Gli dia un po’ di *inserire medicinale da banco a caso, che non fa assolutamente niente e che viene prescritto solo per calmare l’isteria di mia madre a cui il veterinario, purtroppo, non può dire di prendere l’unica cosa realmente adatta, vale a dire il Valium, non per me, ma per lei*”

Mamma: “Grazie dottore, cosa farei senza di lei!”

Ucci *scuote la testa con pena per me*

Assorto in una pausa contemplativa, guardo languidamente sopra la mia spalla...

Assorto in una pausa contemplativa, guardo languidamente sopra la mia spalla…

Tuttavia oggi la conversazione è stata decisamente più gustosa del solito. A quanto pare Ucci aveva qualcosa di succulento da dire, perché aveva un tono di voce decisamente cospiratorio e ha iniziato a stare sul vago… (altro…)

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Schulz riveduto e corretto

EBE-QB-colore

 

La mia zietta che pone mano ai Sacri Testi, per migliorarli…


Il mio adorato nonnino!

Come i miei lettori ben sanno, nella mia povera vita sfortunata ho avuto due sole consolazioni.
La prima è la filosofia nichilista, che mi permette di uscire indenne dai contraccolpi del destino e di sopravvivere con eleganza alle continue paturnie di una madre affetta da acute forme di isterismo.
La secondo è il mio adorato nonnino.

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Pioggia, tragedia sentimentale, in 3 atti ed un epilogo.

(La tragedia è un componimento poetico che sembra partire bene e invece finisce male.)

Atto 1

Piove. I flutti si mischiano all’infinito grigio del cielo. La pioggia frange con le proprie fredde lacrime i sassi della spiaggia. Il vento carezza con le proprie dita umide i cocuzzoli ricciuti degli alberi nel parco.

Eccomi, immerso nella pioggia.

Eccomi, immerso nella pioggia.

Piove, e mentre la pioggia bagna come una carezza lieve le morbide frasche gli scottie sono idrorepellenti e felici trotterellano nei prati, sui greti sabbiosi, sui sentieri boschivi, saltando come agili scoiattoli da una pozzanghera all’altra. Felici, ed incuranti. Immersi nel sublime turgore di profumi e di aromi sprigionati di fresco dalla terra bagnata, gli scottie corrono mobili ed agilissimi, immersi nel candido silenzio delle nubi basse e della risacca. (altro…)


Torture scozzesi per bracchetti: lo shopping con mamma!

Che mia madre avesse delle idee parecchio diverse dalle mie, su tutti i campi, lo avevo già intuito da tempo. Ma in materia di “passeggiate” eravamo destinati ad un inevitabile e tragico conflitto. Perchè purtroppo per lei “Passeggiare” non è un’attività pensabile in sè e per se: deve essere inevitabilmente contornata da un corollario di attività quali: guardare le vetrine, sostare nei negozi, entrare nei camerini, portare in giro carrelli, e insomma, per sintetizzare… spendere soldi. Secondo la mamma è valide il seguente teorema: “passeggiare”=“SHOOOPPING!!!”

Mia madre, che gira felice, con me infilato nel carrello. Notare la sua espressione radiosa…

Personalmente sono del tutto contrario al suo approccio così materialista, così frivolo e così grettamente consumistico… ma cosa ci posso fare? Lei è inguaribile. Per lei si tratta di una vera e propria malattia: spendere soldi è l’unica cosa che la gratifica. A parte me, ovviamente. Da quando sono con lei, posso dire con un certo orgoglio di aver esercitato un influsso decisamente positivo sulle sue finanze: avendo praticamente smesso di lavorare per accudirmi, ha anche smesso di spendere soldi, che non ha più.
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La mia prima volta ai giardinetti

La mia prima volta ai giardinetti

Devo dire che Milano, come città, non mi è piaciuta poi molto. La trovo grigiotta e squallida, non ci sono prati, e quando siamo in giro mi tocca stare con quell’umiliante trabiccolo addosso, a farmi strattonare malamente dalla mamma. Però è innegabile: le grandi città hanno molti vantaggi: la vita sociale, per esempio, è davvero interessante.
Non fraintendetemi, io adoro i miei zii (anche lo zio Bau, quello che non mi considera): però un cane con la mia vivacità intellettuale ha bisogno di continui scambi, di un intenso dialogo di idee, di un poter parlare con gente nuova e diversa, di confrontarsi.
Farlo con la mamma è difficile: lei è davvero molto limitata. E io capisco che mi voglia bene, ma è di una noia mortale, e sembra che abbia fatto del rompermi le palle il suo lavoro a tempo pieno. Insomma, è pesante. Come tutte le madri.

Avere vedute ristrette mi opprime...

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Uno scozzese a Milano

Ecco, la macchina della mamma secondo me non è proprio il massimo… io non mi lamento mai, sono superiore: ma quei sedili sono detestabili. Sono lisci e siccome lei guida in maniera brusca e approssimativa da citrulla quale lei è, io vengo sballottato a sinistra e a destra nel sedile. Davvero fastidioso. Per fortuna il mio nonno adorato le aveva fornito uno splendido cestone in cui posizionarmi, per non farmi ciondolare troppo nel sedile: scomodo, ma meglio di nulla. E anche lei faceva del suo meglio per confortarmi, e l’ho apprezzato: per darle qualche soddisfazione, mi sono dimostrato quasi affabile nei suoi confronti (quanto sono buono!). Però è inutile: preferisco la macchina del nonno (i nonni sono davvero superiori!).

Eccomi, incestato. Una soluzione trovata dal mio adorato nonno per farmi sballonzolare un po' meno...

Poi quel giorno ero stanco, e volevo stare un po’ tranquillo… ma niente, continue avventure si presentavano sulla mia strada.
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