Cronache di vita di un cane buffo

Il bassotto del termometro francese

Come voi sapete, lo zio Pepe (noto anche come Peppo-Bill) è un bassotto di 7 anni, in possesso di un fisico straordinariamente atletico e di una marcata ossessione per lo sport: nuoto, palestra, corsa, atletica, non esiste attività ginnica in cui lui non eccella. È il cane personale della mia nonnina, per la quale ha un amore patologico che a mio parere va ben oltre i limiti della sanità mentale… ma come ogni bassotto che si rispetti, lo zio Pepe pensa e vive per ossessioni.

Eccomi in tutto il mio lunghissimo splendore!

Eccomi in tutto il mio lunghissimo splendore!

In via del tutto eccezionale e al fine di far meglio gustare ai miei lettori le molte sfaccettature della mia vacanza, ho deciso di lasciare in questo post la parola a mio zio Pepe che racconterà del nostro viaggio in Francia dal proprio punto di vista.

“La mia mammina adorata doveva partire e io l’ho capito subito: so sempre quando la mia mammina adorata parte, io, perché sono un cane molto troppo intelligente. Per esempio, le valigie sono un indizio: spesso ho cercato di intrufolarmici dentro per seguirla, e vorrei tantissimo che la mia mammina adorata brevettasse un’apposita valigia fatta a tubo da disegno per portare sempre con il sé il suo adorato bassotto, che poi sarei iomè! Comunque, dicevo, la mia mammina adorata doveva partire avendolo intuito stavo già studiando un complesso e raffinato piano di rappresagli per farle capire quanto mi avesse spezzato il cuore con il suo ennesimo eterno abbandono definitivo. Per prima cosa mi sarei sgolato fino a far perdere il senno a chiunque fosse rimasto a curarmi; poi avrei pisciato con cura il letto della mia mammina adorata (per farle capire l’entità del suo gesto mostruoso) e vari altri luoghi della casa (per comodità); infine l’avrei attesa singhiozzando e mi sarei buttato fra le sue braccia singhiozzando ancora di più per farle capire che, sebbene mi avesse spezzato il cuore, io la perdonavo comunque perché la mia mammina adorata per me è tutto.

Il giorno dopo ho intuito che in via del tutto eccezionale la mia mammina adorata mi avrebbe portato con sé, ma siccome non ne ero proprio sicuro ho comunque deciso di piangere e sgolarmi fino al momento della partenza, in modo da rendere perfettamente chiaro quanto avrei potuto soffrire se la mia mammina adorata avesse scelto di abbandonarmi.

Eccomi con mio nipote lo scottie.

Eccomi con mio nipote lo scottie.

Invece lei mi ha fatto salire in macchina con mio fratello brie e ho avuto una meravigliosa sorpresa: sui sedili della macchina c’erano delle splendide, meravigliose, saporitissime borse con i manici in pelle! Ho subito pensato a quanto fosse gentile con me la mia mammina adorata che ci tiene tanto che io coltivi il mio hobby: mangiare borse di pelle! Per fortuna lei mi vuole bene e fa sempre in modo che io ne abbia di cui nutrirmi, scegliendo per me i pellami di miglior qualità e le lavorazioni più esclusive. Celebre resta la volta in cui ho divorato al ristorante una borsa in cuoio intrecciato (non capisco come mai, ma a seguito di questo mio exploit la mia mammina adorata sembrava un po’ tesa), ma le mie gesta non si limitano certo li!

Una carovana di auto piene di cagnetti!

Una carovana di auto piene di cagnetti!

La mia gioia purtroppo è stata di breve durata, perché le borse mi sono state sottratte subito. Quindi mi sono messo sulle ginocchia della mia mammina adorata e ho dormito.

Sono andato avanti a dormire fino al momento in cui la mia mammina adorata da deciso di abbandonarmi. Ricordo quel momento come se fosse ieri: mi ha portato in un’area di sosta dell’autostrada francese e mi ha abbandonato li. È andata esattamente come la racconto.

Eccomi: solo e abbandonato sul ciglio di una strada!

Eccomi: solo e abbandonato sul ciglio di una strada!

Io ero li, solo (se si escludono il mio papà, le mie sorelle, mio fratello, i miei nipoti, e io li escludo), abbandonato a me stesso, sotto il sole di Ferragosto (anche se era maggio), sotto la pioggia battente di Dicembre (anche se c’era il sole), abbandonato dalla mia mammina adorata. Inutile chiedersi le ragioni di un simile gesto: ormai era stato compiuto! Perché? Perché?! Perché tanto dolore? Perché tanto odio per me, povero bassotto, che non ho mai fatto del male a nessuno e che vivo per la mia mammina adorata? Perché abbandonarmi in quel modo? Perché dare alla mia vita un simile vuoto di senso, di significato, di scopo? Perché privarmi della mia ragione di esistere?!

Stavo dicendo più o meno tutte questo cose quando la mia mammina adorata è uscita dal bagno per tornare da me, siamo risaliti in macchina e io mi sono addormentato.

Questo è amore, VERO!

Questo è amore, VERO!

Poi siamo arrivati da qualche parte che non so bene dove perché tanto ero con la mia mammina adorata e quindi era un posto bellissimo. In seguito ho scoperto che era ancora meglio di quanto non avessi pensato, perché oltre alla mia mammina adorata (e ad un altro paio di persone secondarie) c’era anche quella che da tempo è la mia fidanzata: Habibah.

Io e la mia fidanzatina!

Io e la mia fidanzatina!

Ora non lo dico per vantarmi ma io e lei siamo proprio una splendida coppia. Sarebbe bellissimo se potessimo fare dei cuccioli con lei: verrebbero fuori identici a me ma con la crestina in contropelo lunga lunga e sarebbero incantevoli. Se anche venissero diversi io vorrei comunque fare dei cuccioli con lei perché a me l’idea di fare dei cuccioli piace moltissimo. Siamo andati in giro, mentre io le spiegavo quanto mi sarebbe piaciuto fare dei cuccioli con lei, e lei a volte sembrava capire ma più spesso no e io glielo spiegavo meglio, che volevo fare dei cuccioli proprio con lei.

I letti francesi sono davvero piccolissimi... i bipedi dovranno dormire per terra.

I letti francesi sono davvero piccolissimi… i bipedi dovranno dormire per terra.

Poi siamo andati a cena senza di lei e quindi io sono stato tranquillo perché in giro non c’era nessuna borsa da mangiare e nessun cucciolo da fare, ma almeno c’era la mia mammina adorata e tanto mi basta. Ho dormito abbracciato a lei, nel letto, sotto le coperte, con il mio papà e poi sono stato a fare una passeggiata con delle altre persone che però non erano importanti perché c’era la mia mammina adorata. Fra queste persone mi pare ci fosse anche mia sorella Misa, che ricordo perché è l’unica che in un paio di occasioni ha osato sgridarmi: esperienze rarissime ma assolutamente traumatiche, per cui sto molto attento a non contrariarla più.

Poi siamo tornati da Habibah e io ho deciso di parlarle un po’ di una mia idea: volevo fare dei cuccioli con lei. Le stavo proprio descrivendo il delizioso crestino che immaginavo avessero sulla schiena, quando siamo arrivati in spiaggia.

Eccoci a passeggio, io, la mia ragazza i bipedi.

Eccoci a passeggio, io, la mia ragazza i bipedi.

Spiaggia per me vuole dire due cose: palline e legnetti. Le palline sono una religione di cui ogni bassotto per bene è un fedele seguace. I legnetti sono in realtà un banale palliativo: la mia mammina adorata li usa sulla spiaggia per evitare che la perdita di palline fra i flutti spezzi il mio delicato cuore di bassotto. Ma in realtà i legnetti mi fanno quasi sempre schifo: in fatto di legnetti ho gusti tremendamente esigenti, io. Sapendolo, la mia mammina adorata che tiene profondamente al mio benessere psicofisico ha deciso di portare da casa una scorta di legnetti per me.

La mia mammina adorata che mi tira i legnetti! Paradise!

La mia mammina adorata che mi tira i legnetti! Paradise!

I miei legnetti sono bellissimi ed io amo i miei legnetti: ho passato ore ed ore a inseguire i miei legnetti fra le onde, sulla spiaggia. Legnetti a sinistra, legnetti a destra e la mia mammina adorata che mi tirava i legnetti. Che cosa c’è di meglio al mondo di una mammina adorata che ti tira i legnetti?

Io e il legnetto!

Io e il legnetto!

Poi siamo andati a pranzo ed ero un po’ stanco, quindi ho dormito sotto la sedia della mia mammina adorata.

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Tornando verso la casa di Habibah ho giocato un po’ con altri legnetti e cercato di spiegarle che volevo fare dei cuccioli con lei, ma non sapevo che in realtà la vacanza stava per entrare nel vivo!

Arrivati a casa di Habibah ho finalmente scoperto la vera ragione del nostro viaggio. Mi pareva un po’ inutile fare tutta quella strada solo per stare con la mia mammina adorata e inseguire legnetti… in fondo sono cose che faccio anche a casa. Doveva esserci sotto ben altro! Prima ho scoperto che i bipedi mi avevano tenuta nascosta una pallina! A me!? Come si può credere che una pallina mi possa sfuggire?! Io l’ho trovata subito, e fra noi è stato breve ed intenso. L’ho fatta a pezzi quasi subito, ma siccome era della mia ragazza lei non se l’è neppure presa.

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In serbo per me il destino aveva però qualcosa di ancora migliore, e ho capito di cosa si trattava quando nella piscina dei bipedi di Habibah ho incontrato LUI: il termometro galleggiate. Ho scoperto di aver vissuto sette anni aspettandolo, ho infine compreso la ragione del mio esistere su questa palla di fango in giro fra le stelle: il termometro galleggiante.
Io e lui ci siamo incontrati per caso nella piscina, ed è stato amore ossessivo-compulsivo al primo sguardo. I bipedi di Habibah hanno fatto del loro meglio per separarci, ma non mi conoscono: non sanno fino a che punto posso arrivare, io!

Io e la ragione del nostro viaggio: il termometro galleggiante!

Io e la ragione del nostro viaggio: il termometro galleggiante!

Prima hanno buttato il termometro al centro della piscina: forse scherzavano, perché per me questo è stato un gioco bellissimo! Mi sono tuffato a riprenderlo e più lo lanciavano lontano, più io nuotavo felice. Il termometro era davvero bellissimo e io mi sono chiesto a più riprese come mai nella mia piscinetta io non ne abbia uno simile: era tutto quello che io avevo sempre desiderato!
Poi me lo hanno portato via, ed io sono diventato inconsolabile: l’ho cercato ovunque, ho ripercorso tutti i luoghi dove eravamo stati felici insieme, ho seguito le sue tracce, cercato il suo odore, ma nulla. I bipedi ci avevano separati.

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Il mio cuore era infranto, quindi sono andato dalla mia mammina adorata che mi ha consolato. Il resto della vacanza, dopo questo incontro, è piuttosto privo di interesse.

Come nota a piè di pagina vorrei solo fare un appello: ridatemi il mio termometro, bipedi! Abbiamo il DIRITTO di essere felici insieme! Io ho una splendida piscinetta dove potrò farlo davvero felice! Lui misurerà la temperatura dell’acqua e io farò il bagno con lui ogni giorno: non potete separarci così.

Va beh. Vado a vedere dov’è la mia mammina adorata che sono quasi 5 minuti che l’ho persa di vista e non vorrei facesse la pipì senza di me.”

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