Cronache di vita di un cane buffo

Allegoria di un conflitto

Nel corso dei mesi, le conflittualità con mia madre si sono di fatto molto ridotte, soprattutto grazie all’intervento del mio adorato nonnino che mi ha spiegato come gestirla meglio. Su un tema però non riusciamo davvero a trovare pace: la barbara usanza con cui lei pretende di arpionarsi a me mentre giriamo, utilizzando dei leggeri finimenti (di dubbio gusto) che chiama collare e guinzaglio.

Con il collare fluo che la zia Misa adora!

Con il collare fluo che la zia Misa adora!

In primo luogo mi urta la palese ineleganza con cui spesso li sceglie: ne abbiamo di gialli fluo (i preferiti della zia Misa), di aggressivamente borchiati, di più marinari (per il mare), di vezzosamente scozzesi… Tutte femminee chincaglierie che lei abbina al colore del suo abbigliamento come se io fossi UN ACCESSORIO, con un atteggiamento che mi è del tutto intollerabile e che si abbina malamente alla mia indole indomita.
Poi non sopporto la patetica debolezza con cui lei si aggrappa ai miei finimenti per esercitare un’illusoria forma di controllo sulla mia persona. Meccanismi di questo tipo si basano su una completa mancanza di fiducia e di stima reciproca: dove crede che me ne vada, abbandonandola, povera cara?! Ormai ho capito che me le dovrò sopportare e strattonare in giro fino all’ultimo dei nostri giorni: non serve certo un ridicolo guinzaglio a ricordarmelo. Almeno mi regalasse un diamante, lo rivenderei per farci delle vacanza decenti con la Gwenda. Mah.

Con bandanina sportiva!

Con bandanina sportiva!

Comunque, per rendere chiaro il mio pensiero con la sensibilità e la delicatezza che mi contraddistinguono, ho elaborato una complessa strategia che si basa su pochi, semplici punti:
1. Qualsiasi sia la direzione in cui lei vuole andare, impuntarsi per andare in direzione opposta.
2. In mancanza di una chiara direzione di marcia, sedersi.
3. Qualora sedersi non dovesse bastare, sdraiarsi.
4. Qualora neanche questo fosse sufficiente sdraiarsi puntando tutto il proprio peso in direzione ostinata e contraria (cit.)
5. A parte questo e qualora lei si dimostrasse disponibile ad assecondare le mie naturali inclinazioni, comportarsi come se il guinzaglio non esistesse: annusare liberamente e per periodi di tempo protratti, pisciare senza accelerazione alcuna, ecc.

Con collarino scozzese!

Con collarino scozzese!

Come vedete il mio metodo e semplice e rigoroso: peccato solo che mia madre non lo condivida nemmeno minimamente. La povera cara agisce in preda alla propria femminea, istintiva emotività, aggirandosi come una scheggia impazzita: va a sinistra, a destra, pretende di avere fretta (ma fretta di cosa? per andare dove?!) e soprattutto MI STRATTONA.
Questa cosa mi è completamente inaccettabile: non sopporto di essere strattonato! Una volta (il mio nonnino la ricorda bene!) mi ha strattonato mentre ero nel pieno adempimento delle mie funzioni vitali, causando un movimento a catapulta che ha innescato uno zampillio di pregiatissima merda in ogni direzione.
Per evitare che simili tragici episodi si ripetano, ora adotto questa tecnica: se lei si impunta, io tiro ancora più forte. A quel punto di solito la povera cara dà semplicemente i numeri, si mette ad urlare e mi strattona fino ad avere la meglio… ma la mia rappresaglia non tarda a colpire.

Con un raffinato collare borchiato!

Con un raffinato collare borchiato!

Uno dei miei metodi di vendetta preferiti consiste nel cambiare repentinamente direzione di marcia, attraversandole la strada e facendola inciampare sullo stesso guinzaglio che lei tira: chi di strattone ferisce… conoscete il detto.
In ogni caso e sempre tendo a procedere il più possibile distante da lei, tenendo il guinzaglio teso al massimo grado della sua estensione e occupando l’intero marciapiede con una trappola mortale che fa inciampare ogni bipede che non si prende il tempo necessario per notare la mia presenza (e ben gli sta).

Per non parlare di quando pretende di andare per negozi! Questo suo passatempo rappresenta veramente la quintessenza di quello che detesto e ne parlerò più esaustivamente in un prossimo post…

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