Cronache di vita di un cane buffo

L’ospitalità (scozzese) è sacra!

Dovete sapere, cari lettori, che la delicatezza e la sensibilità sono doti essenziali di ogni ospite: per essere graditi in una casa dove si entra bisogna il più possibile adeguarsi alle usanze che vi si trovano. Modestamente, io non ho alcuna difficoltà a farlo.
Si potrebbe pensare che questa sia un pregio dovuto all’educazione impartitami dalla mia mamma, ma no: è una caratteristica insita nella mia razza, fatta di nobiltà, gentilezza e dolcezza di carattere e di intenti. Per questo posso dire senza ombra di dubbio che nulla è gradito in una casa quanto uno scottie… ma che due scottie sono anche più graditi! Noi scottie siamo infatti creature dolcissime ed affettuose, inclini per nostra natura a stare bene in compagnia dei nostri simili: la nostra naturale tendenza è quella di “fare branco”, creando simpatici greggi di teneri e morbidi mortadellini lanosi (ma dotati dell’arcata dentaria di un pitbull incazzato).

Eccomi in compagnia della mia diletta Gwendolyn! (all'attenzione del lettore indovinare chi è chi)

Eccomi in compagnia della mia diletta Gwendolyn! (all’attenzione del lettore indovinare chi è chi)

Questo è particolarmente evidente nel complesso e variegato legame che ho creato con la mia amata Guendalina, quando vengo affidato alle cure della di lei famiglia. Questo capita spesso, ma mai abbastaza frequentemente.
Per fortuna a volte anche la mamma, povera cara, lavora. In queste occasioni vengo temporaneamente affidato alla famiglia della mia diletta compagna Guendalina, come già narrato altrove. Con lei però ho un rapporto molto speciale, che si basa sulla stima reciproca e sul rispetto per i nostri spazi: quando sono ospite da lei, faccio del mio meglio per adeguarmi ai suoi ritmi e per farla sentire, prima di tutto, rispettata.
In pratica io e lei ci sincronizziamo perfettamente, in modo da massimizzare sia il fastidio da arrecare ai nemici (gatti, cani, bipedi insidiosi) che le soddisfazioni da fornire ai nostri genitori.

Perfettamente identici!

Perfettamente identici!

Io sono sempre molto contento di andare da lei… non soltanto mangia cibo migliore del mio, ha divani più morbidi dei miei, ha ciotole d’acqua più capienti e refrigerate delle mie: ha anche a propria disposizione due bipedi molto meno rompicoglioni di quella toccata in sorte a me.
Il suo papà, mio suocero, condivide con me un sacco di maschi interessi quali i motori, la fotografia di me e delle mia sopracciglia,l’alimentazione sana (ma non solo) e il gentil sesso.
La sua mamma, mia suocera, mi vizia con pappe buonissime e con un rispettoso contegno. Con lei ho un rapporto che va oltre ogni banale luogo comune: direi che mia suocera è per me come una seconda madre… se non fosse che detto da me, con la madre che mi ritrovo, questo suona più come un’offesa che non come un complimento.
Nessuno dei due manifesta quelle caratteristiche di isterismo e di perenne sovraccarico emotivo che invece minano la delicata psiche di mia madre (povera cara): non mi strattonano, non si approfittano di me mentre dormo a pancia in su, non pretendono di palpeggiarmi come se fossi un peluche quando meno me lo aspetto.

Perfettamente sincronizzati!

Perfettamente sincronizzati!

Per queste ragioni, il tempo che passo in casa loro mi è leggero e piacevole. Appena svegli, la mattina presto, la mamma della Gwenda ci porta subito fuori (mica come la mia, che la mattina è talmente in coma da rimandare la mia uscita a quando in pratica non mi scappa più!) per fare colazione al bar. Poi mentre lei e al lavoro riposiamo serenamente uno accanto all’altra: io sono un signore e non entrerei MAI nella cuccia di Gwenda (ci ho provato, e lei a momenti mi staccava il naso) ma mi addormento accanto a lei con classe. Poi usciamo camminando insieme, con i nostri identici guinzagli, sotto lo sguardo attento ed orgoglioso dell’Alberto, che ci ostenta come per le vie più chic, raccogliendo i commenti entusiastici del pubblico femminile. Infine andiamo a fare casino presso le tane dei gatti, o ai giardini con altri quadrupedi nostri amici.
Insomma, da loro la vita è tutta un’altra cosa, rispetto all’esistenza triste a cui mi costringe mia madre.

Perfettamente negri!

Perfettamente negri!

Siccome sono un maschio adulto, sebbene afflitto da una madre possessiva, a volte esco anche da solo con la mia ragazza, ovviamente. Mamma mi accompagna fino alla porta, mi fa mille raccomandazioni noiosissime, e poi mi lascia andare con lei e l’Alberto a divertirmi. Uscire noi tre soli è davvero bellissimo e mi fa sentire grande ed emancipato, come infatti sono. Sono così contento di uscire, che poi quando rivedo mia madre, povera cara, la gratifico anche con un quantitativo minimale di smancerie svenevoli.
Mi piacerebbe molto che ci permettessero anche qualche momento di romantica intimità, ma purtroppo abbiamo genitori tremendamente vecchio stampo e per questo se ne riparlerà a giugno, con il prossimo calore della Gwenda… e credetemi: non vedo l’ora!

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4 Risposte

  1. Misa

    sono stupende queste foto 🙂
    oggi ho dato via il primo biglietto da visita di Qubo, sappilo!

    13/05/2013 alle 5:35 pm

  2. Io sono già a due… Più i link via e-mail

    14/05/2013 alle 7:54 pm

    • Mi raccomando, che si sparga la voce…

      15/05/2013 alle 2:18 pm

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