Cronache di vita di un cane buffo

Archivio per aprile, 2013

La colazione dei campioni

Tra le molte cose che faccio con il mio adorato nonnino, una in particolare mi gratifica: fare il Gioco Scemo. Al secondo posto nel mio indice di gradimento c’è un’attività molto più delicata ed intimista, di autentica riflessione filosofico: mangiare gli affettati che lui taglia con la Berkel. Al terzo posto colloco invece un momento più sociale: un pasto all’insegna della vera condivisione, che mostra come siamo davvero tutti fratelli. Sto parlando della colazione.

Posizioni privilegiate.

Posizioni privilegiate.

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Del perché io sono in realtà un maialino

La mia mamma, povera cara, è sempre stata convinta di aver adottato un piccolo scottie. Tuttavia nel corso del tempo ha avuto ampie ed evidenti prove che in realtà io sono tutt’altro: un filosofo di stampo nichilista, certo, ma non solo.
La mia razza di appartenenza è chiaramente quella dei maialini nani, e ci sono fatti concreti che lo provano.

Non sembro avere un naso da autentico maialino? No?

Non sembro avere un naso da autentico maialino? No?

1. I miei versi non hanno nulla a che vedere con quelli di un cane. Abbaio raramente (solo quando sono con nonnino, in realtà) e di norma manifesto la mia gioia grufolando. Si, avete capito bene: io grufolo. Faccio buffi grugniti e nel frattempo (spesso) mi strofino anche per terra. Proprio come un porcellino.

Eccomi qui, mentre mi rotolo grufolando felice!

Eccomi qui, mentre mi rotolo grufolando felice!

2. Adoro rotolarmi nel fango: quando vedo qualcosa di sporco e terroso non riesco a trattenermi e cerco in tutti i modi di rotolarmici dentro, di schiena. Mi ribalto e mi struscio con voluttà. Nel frattempo, possibilmente, grugnisco.

Forse non si capisce bene, ma vi spiego: mi sto strofinando nella neve, culo all'aria. Ecco.

Forse non si capisce bene, ma vi spiego: mi sto strofinando nella neve, culo all’aria. Ecco.

3. Sono indicibilmente sporco, in maniera assolutamente non proporzionata alla mia dimensione o alla mia razza: assorbo detriti, terra e fango e li rilascio ovunque in giro per la casa di mamma. I tappeti dove dormo assumono in fretta un colore diverso dall’originale, i cuscini dove faccio la tana sono sabbionaie.

In questo caso sono sporco di neve... ma non sempre si tratta di materie tanto innocenti...

In questo caso sono sporco di neve… ma non sempre si tratta di materie tanto innocenti…

4. Mangio in maniera smodata: lo zio Pepe mangia meno di me, fa un sacco di attività fisica… e ingrassa. Io invece grufolo felice nel cibo e non mi muovo mai salvo casi di ESTREMA necessità, ma rimango statuario e anzi, secondo nonnino, anche leggermente deperito

5. Adoro giocare con le ghiande: fin da piccolo sono state uno dei miei passatempi preferiti. Mi piace inseguirle in giro per casa, mandarle sotto i mobili dove poi mamma le deve recuperare e rosicchiarle.

6. Ho le zanne, proprio come i maialini: perché quei due enormi dentoni che mi sporgono dalla bocca non possono essere definiti semplici “canini”.

Notare il particolare delle zanne....

Notare il particolare delle zanne….

7. Il mio non è “pelo”: è troppo duro, troppo irto. Le mie sono setole. Da piccolo la mamma, povera cara, mi chiamava sempre “cinghialino giocattolo” perché allora la mia prepotente virilità non era ancora emersa in tutto il suo maschio vigore. (In effetti lo fa ancora, ma cosa volete… ci vuole una gran pazienza con lei: me lo ha insegnato nonnino!)

Insomma, appare evidente che non sono molto più di un semplice cane: sono il primo esempio di una nuova razza destinata a assurgere ai massimi onori estetici e cerebrali! Sono un super-scottie e nei miei poderosi lombi si fondono le caratteristiche di ferma e serena apertura mentale, tipiche dei terrier, con la maschia potenza dei maialini.


Cugine di penna

Come si sarà da tempo intuito nella mia famiglia non mancano certo le stranezze e i personaggi bizzarri. Ma fra tutti i miei bizzarri parenti le due più bizzarre sono senza dubbio la cugina Cocca e la cugina Cindy.

Piacere, io sono uno scottie, tu cosa sei?

Piacere, io sono uno scottie, tu cosa sei?

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Una discussione importante

Io e il mio adorato nonnino abbiamo discusso in un’unica, singola occasione. Si è trattato di un confronto fra uomini veri, adulti, maturi, su un tema che ad entrambi stava molto a cuore: la (labile) salute mentale di mia madre.

Io ed il mio nonnino riappacificati.

Io ed il mio nonnino riappacificati.

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Al lavoro con nonnino

La mia virile logica non mi permette di provare affetti che non siano profondamente meritati. Per questo ci tengo qui a specificare che il mio attaccamento nei confronti del mio adorato nonnino è lungi dall’essere immotivato, ma ha radici profonde e molto concrete: io amo il suo lavoro!

Eccomi con il mio adorato nonnino...

Eccomi con il mio adorato nonnino…

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