Cronache di vita di un cane buffo

Apologia del mare in inverno!

La vita di noi scottie è tutta una valle di lacrime, ormai deve esservi chiaro… eppure ci sono posti dove si piange più volentieri di altri. Nel mio caso uno dei miei posti preferiti è il mare in inverno: un eccitante luogo di incontro di profumi, colori, sapori, da assaporare lontano dalla pazza folla della vita di città. Per fortuna la mia trista genitrice condivide con me questa passione e mi fa spesso la grazia di portarmi al mare, per cambiare il tavolo a cui si siede mentre fissa quella scatola di latta che usa per scrivere.

il mio profilo stagliato sui flutti

il mio profilo stagliato sui flutti

Ho scoperto il mare in inverno un anno fa, e me ne sono subito innamorato. È un posto molto molto diverso dal mare in estate: in estate è un brulicare di persone, di tutte le dimensioni (incluso quel particolare tipo di persona piccola che mi insegue per maltrattarmi urlando “Guardamammaccheccarinochebbuffo!”). Inoltre in estate quegli incivili dei bipedi rosa mi vietano l’accesso alle spiagge, perché vogliono essere gli unici a pisciarle e sporcarle. Brutti egoisti.

In inverno è tutta un’altra vita. La mia mamma mi ci porta spesso, e appena capisco dove siamo il mio cuoricino scozzese batte più velocemente! Quando siamo arrivati qualche giorno fa era sera, ma mi sono dovuto precipitare fuori lo stesso: non sarei MAI riuscito a dormire senza aver prima controllato che tutto fosse esattamente dove lo avevo lasciato.

Uno scottie su una montagna di saporiti rifiuti marini

Uno scottie su una montagna di saporiti rifiuti marini

Il mare dove andiamo noi è conformato in modo semplice, e procedo subito ad elencarvi i punti di interesse:

– strada dietro casa, pedonale: un luogo di passaggio dall’aroma intenso, in cui marcare in maniera chiara e forte il territorio e da tenere costantemente monitorato per evitare intrusioni di varia natura;

– angolo sotto casa, caratterizzato dalla presenza di un grosso felino domestico (a cui prima o poi cercherò di spaccare il culo, non so bene con che risultato);

– giardinetti: uno spazio molto vario, che si articola su più livelli, dotato di erbacce di ogni tipo, alberi di ogni taglia e una ricca texture di tracce olfattive. Nulla a che vedere con lo squallore dei giardinetti di Milano;

– spiaggia: uno speziato pout-pourri di aromi, nonché uno dei miei posti preferiti al mondo;

– casa dei nostri parenti indigeni, che sono persone meravigliose perché hanno un terrazzo con vista passeggiata su cui io posso ringhiare ai cani che passano senza temere nessun tipo di rappresaglia;

– passeggiata della perdizione: un posto di cui preferirei non parlare.

Il balcone dei nostri adorati parenti da cui ho una vista privilegiata sul mondo.

Il balcone dei nostri adorati parenti da cui ho una vista privilegiata sul mondo.

Verificato fosse tutto in ordine mi sono potuto tranquillizzare abbastanza da andare a dormire qualche ora, per recuperare le energie e procedere il giorno successivo con un’esplorazione più approfondita. Del tempo incerto non mi importa nulla, della compagnia non proprio eccelsa (la solita madre isterica, ahimè) ancora meno: io amo questo posto perché in inverno posso girare libero e fare tutto quello che voglio!

Non solo non c’è nessuno, non solo le spiagge sono libere e posso scorrazzare come il papero negro che in realtà sono… ma dette spiagge sono anche piene di succulenti, saporiti detriti lasciati da mesi di mareggiate: pesci morti, alghe secche e non, rifiuti, sporcizia ecc. Potrei passare ore intere riempiendo i miei polmoni con l’aroma salmastro di questi luoghi selvaggi, inseguendo fini indizi olfattivi, raspando fra densi muri di residui organici marini e non, correndo dietro a legnetti e bambù che quella donna altrimenti priva di reale utilità provvede a lanciarmi. L’umidità contribuisce a corroborare la naturale morbidezza del mio pelo e l’aria stimola in mille modi le mie funzioni corporee (con grande gioia della mia inutile assistente rosa).

 

Il mio indomito profilo sui gradini di casa.

Il mio indomito profilo sui gradini di casa.

Certo, come tutti i luoghi anche questo pullula di pericoli. Del mare amo quasi ogni cosa, tranne il mare. Il mare, quella cosa liquida e salata, non lo posso proprio sopportare. Ammetto che all’inizio non avevo proprio capito bene di cosa si trattasse: il rumore della risacca era ripetitivo, il sapore poco gradevole, ma non ero particolarmente disturbato. Purtroppo, come per tutte le cose, la vita mi ha insegnato a caro prezzo quali fossero i pericoli dietro a quella massa di liquame dal colore variabile.

Ricordo quel giorno come se fosse ieri, anche se ormai è passato più di un anno. Io e mamma eravamo andati a fare una passeggiata in quella che, da quel giorno in avanti, è stata universalmente nominata la passeggiata della perdizione: un luogo a picco su una scogliera abissale, dove i flutti si infrangono selvaggiamente. La mia natura indomita tuttavia procedeva spavalda, sprezzante del pericolo: giravo libero e felice saltando fra gli scogli sospesi sul mare in tempesta con la sicurezza e l’agilità di uno stambecco alpino.
È stato un attimo: un’onda anomala e maligna mi ha ghermito, investendomi in pieno. Un muro fatto da tonnellate di acqua salmastra si è schiantato su di me che ero li, nudo ed inerme, senza alcuna cinghia di soccorso: perché per una volta al mondo in cui avere il guinzaglio mi avrebbe pure fatto comodo quella scema di mia madre ovviamente non lo stava usando. Ho annaspato fra i flutti con orgoglio ma non ce l’avrei mai fatta: sono fatto a forma di mattone, e i mattoni non nuotano e non galleggiano.
Per fortuna mia madre ha deciso di rendersi un minimo utile ed è intervenuta, afferrandomi al volo. È stata l’unica volta in tutta la mia esistenza in cui sono stato felice mi abbracciasse: ero fradicio, lei era asciutta e meravigliosamente solida. Mi ha portato a casa, lavato nell’acqua calda (guai se la salsedine mi avesse rovinato il pelo), asciugato e consolato… ma da allora su quel tratto di costa io non voglio più metterci piede.
Lei ci prova ancora di tanto in tanto, ma io non mi sento a mio agio: ieri sono arrivato a piangere e a tremare pur di non andarci, e alla fine lei ha desistito. In fondo gli umani sono così facili da manipolare.

Il punto esatto dove i flutti mi hanno quasi inghiottito!!!

Il punto esatto dove i flutti mi hanno quasi inghiottito!!!

A parte questo piccolo incidente, questo posto è fantastico e io amo starci. Sono stato davvero felice di venire qui: Milano era una pozzanghera di schifo, in questi giorni di pioggia, e sia io che la mamma ci sentivamo soffocare. Mi chiedo come mai lei si ostini a vivere li, quando ha a disposizione località tanto gradevoli come questa o la casa dei nonni, immersa nel verde e nei densi aromi della Brianza… ma si sa: la mia povera madre è bizzarra.

Spossato dalla stanchezza.

Spossato dalla stanchezza.

In questi giorni sono proprio contento. Peccato solo il mio adorato nonnino latiti e non venga a portarmi a cena in quel posto dove piovono pezzettini di fiorentina un po’ al sangue, che piace molto sia me che a lui. Il mio nonnino mi manca molto, e mi manca anche un po’ la Gwenda, ma sono contento di godermi un cambio d’aria in questa stagione tanto umida.
La mia mamma invece non mi sembra molto contenta, ma del resto lei passa buona parte del suo tempo a frignare, per principio. Io però sono un bravo figliuolo e quindi la coccolo svegliandola ogni due ore di notte per chiederle di salire sul letto con lei, e scendere poi dopo 10 minuti: sono piccole cose che una madre apprezza, e io lo so.

Eccomi sul letto, dove mi vuole la mia mamma!

Eccomi sul letto, dove mi vuole la mia mamma!

Vi terrò aggiornati sui miei spostamenti futuri, quindi non state in ansia. Lecchini fintamente gioiosi a tutti.

Annunci

Una Risposta

  1. larrycette

    Dev’essere stata un’esperienza terribile.
    Un altro cane, senza il tuo coraggio e la tua risolutezza, ne sarebbe uscito a pezzi, invece tu, così indomito e fiero, puoi considerare l’episodio un semplice brutto ricordo.
    Oh, come ti ammiro!

    14/03/2013 alle 6:31 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...