Cronache di vita di un cane buffo

Dresda – tappa 9

La guida della nonna sentenziava che Dresda é “una delle città piú belle della Germania”. Il nonno invece sentenziava che tra bombardamenti, comunisti e inondazioni, Dresda avrebbe fatto schifo e facevamo meglio ad andare direttamente a Praga. Per fortuna abbiamo fatto come sempre, e l’ha avuta vinta la nonna.


Dresda é davvero una città bellissima, ad iniziare dal parcheggio (proprio in un angolo della piazza principale): peccato solo che appena scesi dalla macchina ci abbia investiti un’ondata di caldo a cui, dopo il gelo di Berlino, non eravam piú abituati! Io cammino rasoterra, e son rimasto traumatizzato appena ho toccato il cemento. La mamma mi ha portato in giro, ma ero decisamente contrariato: volevo tornare a Berlino, asap!


Peró il posto era proprio bello. Nella prima piazza c’era un bellissimo teatro (sti crucchi piú che sentire musica classica e organi non fanno, é chiaro!) e un avvincente castello con “ponte dei sospiri” fino alla cattedrale. Ma avevo cosí caldo che ho trascinato i nonni in un negozi di stilografiche, dove il nonno si é comprato un portafogli nuovo e la nonna un ennesimo portamine mentre io mi rinfrescavo un po’ tra marmo e aria condizionata.


Usciti di li abbiamo avuto un’ulteriore conferma di quanto sia piccolo il mondo: abbiamo inconrato di nuovo i tre bearded collie di Lipsia!!! Stavolta non solo il nonno li ha fotografati, ma ha anche avuto modo di fermarsi a chiedere da dove venissero: un allevamento a Mullenheim, vicino a Dusseldorf.


Poi abbiamo attraversato una grande piazza: arrivati in fondo li ho trascinati in un negozio di abbigliamento dove hanno fatto tutti shopping di quelle cose che devon mettere addosso per coprire la loro indecente mancanza di pelo naturale, non disponendo del mio pratico pellicciotto. A quel punto lo shopping era finito e siamo andati in una chiesa li vicino, la Kreuzkirche.


O almeno, credo. Io, come sempre, non sono entrato. La mamma ha detto che era avvincente: era tonda, era stata distrutta nel bombardamento e si era deciso di non ricostruire l’interno, lasciandolo com’era, in parte roccia, in parte rifacimento. Ma la vera impressione é stato sentire un organo in funzione: l’acustica era qualcosa di impressionante e infatti la chiesa é sede di un famoso coro di voci bianche.


Usciti di li, e dopo aver attraversato una piazza gigantesca invasa da un sole ingestibile, ho preteso ci fermassimo a mangiare in una seconda piazza, con un’altra gigantesca chiesa a pianta circolare: la Frauenkirche, interamente ricostruita a partire 1993 usando quel poco delle macerie che si poteva recuperare, e i piani originari dell’epoca.


Una specie di tempio della musica: dentro pareva un teatro, con tanto di palchi e posti a sedere. Assolutamente incantevole, e con un organo (ovviamente) oggetto di una disputa enorme: a quanto pare nessuno aveva avuto da ridire sulla necessità di ricostruire la chiesa com’era nel progetto Settecentesco, ma l’idea di ripristinare il Silbermann originale non convinceva. Come precisazione: qui l’organo é SOPRA l’altare. In posizione eucaristica.


Abbiamo finito di mangiare, fatto due passi lungo l’Elba, e siamo poi ripartiti verso Praga, la meta cecoslovacca del nostro viaggio.

– Posted from iPaddola

Location:Dresden, Germania

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