Cronache di vita di un cane buffo

Berlino – tappa 8

Il nostro primo impatto con le bellezze di Berlino non é stato molto impattante. Il monumento con gli angeli é un peciotto colorato, dorato e un po’ vistoso, che personalmente ho trovato di dubbio gusto. La porta di Brandeburgo, accanto a cui si ergeva il nostro splendido albergo, si affaccia su una piazza moderna, ma decisamente bruttozza. L’albergo peró era decisamente di gran classe e me ne sono accorto fin dalla hall, con fontanelle con gli elefanti, poltroncine comode e pianoforte. Almeno quello.


La mamma ha deciso di approfittare di tanto lusso per andare a fare un bagnetto in piscina, abbandonandomi dai nonni. Il nonno ha deciso di approffittarne per farsi un altro pisolino, sempre afflitto da narcolessia.


L’appuntamento per la cena era alle 9 in punto, ma siccome alle 9.15 il nonno dormiva ancora noi tre siamo scesi da soli per cenare nel ristorante dell’albergo, sulla piazza della portadi Brandeburgo. Ci siam divertiti un sacco: la chateaubriant della mamma e della nonna era buona, c’era un finto violinista che fingeva di suonare e per la piazza passava un sacco di gente che io potevo tenere d’occhio da una posizione comodissima e sicura. Passavano un sacco di persone e delle spassosissime biciclette con 6 posti circolari, che curvavano strette e urlavano come matte. abbiamo cenato piacevolmente e ci siamo addormentati in fretta, come sempre.


Il mattino successivo, dopo un altro tuffetto in piscina, la mamma era pronta per esplorare Berlino mentre il nonno era ritemprato dal sonnellino (di 12 ore!) del giorno prima. Ci siamo messi in moto sotto la pioggia e abbiamo iniziato subito male con una noiosa sosta in un negozio che piaceva alla mamma, dove abbiamo comprato addobbi per lei e per la zia, mentre io dormivo prima sotto un attaccapanni e poi dentro il camerino dove la mamma provava decine e decine di abiti. Una palla atroce, ma almeno mi sono riposato.


Poi abbiamo camminato tantissimo. Siamo andati fino all’isola dei musei, con il complesso dell’Altes Museum, la Schloss Platz e il monumento a Marx e Engels che si sono rivelati baffuti quasi quanto me.


Poi abbiamo camminato fino ad Alexander Platz, che ricordava parecchio Piazzale Loreto (ma che il nonno voleva assolutamente vedere).
A quel punto ha ricominciato a piovere e abbiamo preso un taxi per Postdammer Platz, dove ci siamo fermati a mangiare un boccone, a pisciare il muro e a guardare un po’ un centro commerciale mentre aspettavamo che smettesse di diluviare.


Io e il nonno abbiamo dormito, lui sopra e io sotto un divanetto, mentre la mamma cercava di decidere quali stivali comprare (una scelta importante: ne cosí pochi!).


Dopo qualche altro acquisto siamo andati al Sony center: il nonno voleva vedere l’architettura, e cercare un caricabatterie per la propria macchina fotografica, la nonna invece voleva vedere la nonna la cupola moderna. Alla fine abbiamo bevuto una coca e il nonno ne ha approfittato per comprarne una nuova uguale alla sua, che ha dato alla mamma! La mamma aveva una macchina stupenda che ha scioccamente perso a Instanbul quando io mi sono azzoppato… E ora ne ha una ancora piú bella.


A questo punto peró io e il nonno eravamo stanchi: siamo tornati in albergo passando da un parco dove ho corso un po’ libero e poi siamo collassati. La mamma e la nonna invece sono adate a fare un altro giro, in un’altra zona: volevano vedere la Kaiser Wilhelm Memorial Church. Si tratta di una specie di Sagrada Famiglia al contrario: qui la chiesa c’era ma é stata distrutta dai bombardamenti, e invece di abbatterla o di ricostruirla si é deciso di lasciarla com’era. A fianco é stata costruita una specie di torre campanaria e una chiesa, in cemento e vetro blu… Affascinanti. Soprattutto l’organo: completamente destrutturato e scomposto, un’interpretazione cubista di un organo classico.


Non contente le nostre due eroine sono anche riuscite a fare un breve tour del vicino KeDeWe, una specie di Rinascente berlinese, dove la nonna ha fatto un po’ di shopping, prima di tornare in albergo e prepararsi per cena.

Dopo l’ennesimo tuffo in piscina, siamo tornati nel ristorante in piazza: ma questa sera la magia era rotta. Non c’erano le biciclette sestuple, c’era una certa dodecafonia tra violinista finto, sassofonista finto e una banda di una dozzina di elementi (vera, questa), e soprattutto c’era una SELVA di auto nere parcheggiate di fronte a noi, che mi irritavano parecchi perché mi occludevano la vista della piazza. Tutto sommato gravole, ma non come la sera precedente…

Siamo andat a dormire consci che la nostra avventura berlinese volgeva al termine, e il giorno dopo al nostro risveglio pioveva. Siamo partiti per Dresda dopo una colazione all’insegna del razzismo, perché fuori era brutto e dentro IO non potevo entrare. Dannati nazisti.

– Posted from iPaddola

Location:Berlino, Germania

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