Cronache di vita di un cane buffo

Erfurt – Tappa 4

Da Norimberga fino alla tappa successiva, il ridente paesino di Erfurt, ci sono volute un paio d’ore, che ho messo a frutto per fare quel che meglio so fare: meditare a occhi chiusi sui massimi sistemi.
Poi siamo arrivati a Erfurt e per fortuna il nonno ha deciso che ci saremmo fermati a mangiare un boccone. Io adoro fermarmi a mangiare: non é tanto per il cibo, quanto per il fatto che posso dormire sotto il tavolo. Peccato che, con una mossa decisamente discutibile, il nonno abbia deciso di fermarsi in un ristorante ITALIANO.


La mia mamma ha avuto subito da ridire. Non solo perché lei detesta mangiare italiano fuori dall’Italia, non solo pché nell’aria li attorno c’ea un odore mefitico che la faceva star male e le ricordava (dice lei) il ristorante “Locanda Lorena” all’isola Palmaria, ma anche perché il ristorante si chiamava “I due angeli” e usava come logo i due orrendi putti del Mantegna che lei detesta con tutte le sue forze. Per fortuna le pizze dei nonni erano disgustose, ma il piatto di maiale con le cipolle che ha preso lei era davvero fantastico, e lei é stata tanto carina da condividerlo con me.


Poi il nonno ha avuto un suo tipico attacco di narcolessia dei suoi e mamma si é spazientita e ha deciso che aveva freddo ed era stufa e andava a fare due passi, senza di noi. Nessun problema, almeno per me…
Peccato che gli umani riescano sempre a fare casino. La mamma si é accorta d essere senza cellulare, che sbadata com’è aveva lasciato in macchina: non sapendo come mettersi in contatto con i nonni ha deciso di tornare alla macchina ed aspettarli li. Ma una volta arrivata ha avuto una bella sorpresa: la macchina del nonno non era chiusa. Lui se ne era andato, lasciandola in mezzo alla piazza aperta, con i bagagli dentro! Il nonno è proprio sbadato, come la mamma.


Io e i nonni eravamo andati a vedere due chiese enormi, costruite fianco a fianco, e davanti alle quali era stato allestito una specie di bruttissimo teatro all’aperto che non solo imbruttiva tutta la piazza, ma rendeva anche difficile l’accesso. Quando siamo tornati alla macchina, la mamma era incazzata nera. Insomma, c’è stata un po’ di maretta e mentre noi siamo rimasti a dormire in macchina lei è andata a vedere le due dannate chiese, di malumore. Una non l’ha vista. Nell’altra c’era solo un mostruoso organo barocco. Quando è tornata indietro però era più calma e siamo andati un po’ a spasso con la nonna.

Il centro di Erfurt era abbastanza carino, anche se pioveva e ovunque pareva essere invaso da bancarelle, tendoni e sciocchezze di questo tipo. C’era una piazza con casette deliziose (Fishmarket) e un ponte coperto di case altrettanto piacevole. Peccato che essendo domenica non ci fossero negozi aperti. Siamo anche stati a vedere la chiesa dove hanno suonato il padre di Bach e Pachelbel ma dopo la seconda guerra mondiale non c’era rimasto molto da vedere…


Poi la mamma si è presa un salsicciotto per strada, che ha gentilmente condiviso con me. A quel punto io ero parecchio stanco, e anche se il tempo era stato meno caldo di ieri, ero pronto a tornare in macchina. Il nonno in compenso si era svegliato, e siamo ripartiti alla volta di Weimar, la prossima tappa del nostro viaggio.

– Posted from iPaddola

Location:Domplatz,Erfurt,Germania

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