Cronache di vita di un cane buffo

Archivio per giugno, 2011

La nuova mania del CavalierCionchetti

Dopo mesi di permanenza dai nonni, ora che sono zoppo, ho scoperto una cosa bellissima. I prati. Qui hanno dei prati stupendi che a Milano ci sognamo la notte, noi poveri piccoli scottie. E io adoro stare qui e zampettare ma adoro ancora di piú stare fermo in mezzo al prato a fare il fiorellino.


E siccome sono molto malato e la mia mamma mi vuole bene ha preso il computer, il suo due pezzi panterato (esiste qualcosa di cattivo gusto che mia madre lascia in un negozio?) e ci siamo messi in mezzo al prato, lei a fingere di scrivere e io a fingere di essere malato, snasando in giro e rosicchiando legnetti.

Io AMO farelo scottie in brianza!


– Posted from iPaddola

Location:,Oggiono,Italia

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La triste triste storia del Cavalier Cionchetti

Siccome mia madre mi odia, a volte mi abbandona. Purtroppo questo avviene di rado, e solitamente la perfida preferisce manifestare il proprio astio nei miei confronti infliggendomi la sua malsana presenza. Eppure, in un paio di occasioni, ho avuto fortuna. Da quando coabitiamo questo è successo in 3 diverse occasioni.

1. Durante la prima mi è toccato portare mio zio Pepe dal veterinario, in seguito a una forma grave di gastrointerite acuta.

2. Durante la seconda, ho imparato ad alzare la gambina per fare pipì (ero capace già da prima, ma non volevo farlo davanti a lei per farle un dispetto).

3. Durante la terza sono riuscito ad emergere da un combattimento con il naso pelato (come mio solito) e con un braccio al collo. Vi racconto come è andata.

Nella casa dei nonni con gli zii Peppo e Bau ce la stavamo spassando alla grande. Lei non c’era, era andata per qualche giorno da qualche parte: mi aveva detto piangendo che sarebbe tornata, ed era partita con un peluche fatto come me nella borsa, ma non le ho dato retta, e non mi ricordo dove andasse. In ogni caso, mi divertivo un mondo e con gli zii ne avevamo approfittato per giocare al nostro gioco preferito: il tennis senza palla con il cane dei vicini. Il gioco funziona così: si formano due squadre e in mezzo alle due deve esserci una rete. Nella prima squadra eravamo io e zio Bau. Nella seconda, il cane dei vicini. Lo zio Peppo non gioca mai, ma è quello ceh fa partire le danze, chiamando i giocatori alla rete. Dopo di chè il gioco è molto semplice: si deve correre avanti indietro, urlando come pazzi.

A questo gioco, di cui capirete da soli l’elevato grado di divertimento, io ho aggiunto una piccola variante di mia invenzione: mi butto con forza contro la rete, e così facendo sono riuscito in 4 o 5 riprese a spelarmi completamente il tartufo, lasciandolo rosa in 3 punti. Ogni volta l’isterica ha pianto calde lacrime e urlato che non sarei mai più stato quello di prima, ma ogni volta il mio naso torna nero (bhe, dopo qualche mese) e io ricomincio da capo il mio gioco (dopo qualche giorno).

Solo che stavolta sono riuscito a fare qualcosa di meglio.

Non solo mi sono spelato il naso in maniera anche più incresciosa del solito… sono anche riuscito a lussarmi in qualche modo una spalla. A dire il vero io non ho alcun merito di questa cosa, e ha fatto tutto lo zio Bau: correvamo come due disperati, e lui mi è venuto addosso, e siccome è molto più grosso e molto più pesante di me io, che sono solo un piccolo scottie, ho avuto la peggio.

Ho sentito tantissimo male e mi sono messo a piangere con quanto fiato avevo in corpo. In realtà, detto fra noi, non avevo così tanto male: ma ci tenevo a farmi notare. Sono subito venuti da me tutti, la signora Caterina e la signora Zamfira, che sono le due tate che si occupano di me quando sono a casa dei nonni. Mi hanno preso in braccio, e io continuavo a piangere come un disperato. Mi hanno tastato la mia piccola patte sinistra, e non apreva rotta, ma io continuavo a piangere. Poi non sapendo più cosa fare hanno chiamato la zia Misa, che era in ufficio con le cugine pennute.
Lei è arrivata subito e ha deciso che non voleva correre rischi: mi ha portato dal veterinario.

In tutto ciò mia madre, la donnaccia, sculettava in giro a fare la turista, ignara di tutto: la zia, che la conosce, non le voleva dire nulla perchè quella è isterica in maniera ecessiva, e avrebbe certamente fatto una scenata delle sue, preso l’aereo a tuono, imprecato contro di me, pianto, urlato… insomma, le tipiche cose che fanno le madri isteriche.

Dal veterinario mi hanno fatto una lastra. In realtà me ne hanno fatte tantissime, perchè io non me le volevo far fare e non stavo fermo. Poi è arrivato il medico personale delle mie cugine pennute, che è proprio un uomo cattivo, e mi ha fatto la lastra lui. E lui è riuscito dove ogni altro prima di lui aveva fallito: ha finalmente provato al mondo che anche io ho un ginocchio.
Il nonno dice sempre che io non ho ginocchia. Che non sono articolato e ho le gambine rigide. Ma ora abbiamo una prova inconfutabile del contrario: ho le articolazioni, eccome. Solo che scelgo di non usarle, perchè sono intuili quando si ha una gamba da 8 centimetri.
In ogni caso, non avevo nulla di rotto e mi hanno dato delle pasticche anti-infiammatorie buonissime che sanno di salame, di bresaola e di altre cose gustose che di norma la mamma non mi fa mai mangiare.

Quella sera, la mia mamma è stata avvertita. Lei ha riso e ha detto che non era nulla di grave, che poteva succedere a chiunque, che non era colpa di nessuno e che io ero spastico anche prima. Ma io la conosco: stava fingendo. In realtà era angosciatissima, preoccupaterrima, e voleva tornare a casa due giorni prima, a piedi. Però non voleva far sentire in colpa la zia Misa, la signora Caterina e la signora Zamfira, che in effetti di colpe proprio non ne avevano, e quindi non ha detto nulla. Ma ha pensato “Possibile che ogni volta che resta da solo, riesce a fare un danno?!”.

Quando è tornata mi è corsa incontro e mi ha abbracciato e io le ho dato dei bacini, per farla contenta e non farmi molestare più di tanto. Poi ho visto che c’erano i nonni e gli sono corso incontro (non a lei, ai nonni, ovvio!) e il nonno mi ha guardato e ha urlato: “Ma sei ancora più cionco di prima!!!”
Era nato il Cavalier Cionchetti (che sono sempre io).

Adesso sono passati 4 giorni, e la mia piccola patte sinistra migliora lentamente. In realtà non è un problema di gomitino, ma di spallina. E in realtà non ho problemi ad appoggiarla, ma a muoverla. La signora Caterina dice che è un nervo. Il papà della Gwenda dice che è un tendine. La mia mamma dice che non tornerò mai più quello di prima ma che lei mi amerà lo stesso (al solito). Era troppo augurarsi che mi desse via, immagino.

In tutto ciò sono molto felice. Perchè in realtà ho fatto tutto questo per un unica ragione: non avevo nessuna voglia di andare da Moreno ripamonti a farmi strippare!

Location:Oggiono,Italia